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Il 19 marzo 2004, grazie alla collaborazione della Prof.ssa Antonella Tosti dell'Università di Bologna, si è tenuto, all'Hotel Villa Ranieri di Napoli, l'incontro tra l'A.N.A.A. (Associazione Nazionale Alopecia Areata) ed il Prof. Jerry Shapiro, membro della N.A.A.F. (National Alopecia Areata Foundation). La relazione del Professore si è articolata attorno a cinque punti fondamentali:
Prima di tutto le percentuali di diffusione della patologia, che si aggirano intorno all'1,7% della popolazione, senza distinzione di ceppo etnico alcuno e nemmeno con particolari prevalenze di una razza rispetto ad un' altra.
Poi, la descrizione stessa delle varie forme sotto le quali essa può presentarsi dando vita, quindi, ad una alopecia parziale, quando si hanno chiazze circoscritte; totale, quando interessa tutto il cuoio capelluto ed infine universale, quando colpisce tutte le forme pilifere del corpo, comprese ciglia e sopracciglia.
Successivamente il Prof Shapiro ha parlato di quelle che, secondo i suoi studi, sono le possibili cause della malattia riconducendole addirittura ad una sorta di reazione allergica , a causa della quale i globuli bianchi non svolgono più correttamente la loro funzione di nutrimento al bulbo pilifero. Il bulbo medesimo, però, non muore e quindi la ricrescita può essere sempre possibile. Lo stress non è, secondo il relatore, la causa scatenante dell'alopecia areata. Riguardo alle possibili patologie collegate con l'alopecia medesima, si ha una percentuale del 4% di pazienti affetti anche da vitiligine, un 8% con problemi tiroidei, un 10% un collegamento con altre malattie immunitarie, ma, in linea di massima, il 90% dei pazienti con alopecia areata è fondamentalmente sano. Sono stati poi elencate le varie metodologie di cura che possono prevedere l'uso di cortisonici, oppure di prodotti che provocano una reazione allergica (Sadbe), la fototerapia, il minoxidil ed infine l'antralina. Ci sono dei casi in cui si è avuta una ricrescita spontanea, come dimostrano studi svolti in Giappone ed a Chicago su campioni di 100 pazienti, dove la metà circa di essi , ha registrato una ricrescita spontanea nell'arco di un anno. Per questo motivo il Prof. Shapiro definisce " molto capricciosa" la patologia, per cui, con i suoi pazienti, personalizza i protocolli di cura a seconda della risposta e dell'estensione dell'alopecia sulle varie parti del corpo.
La relazione è stata conclusa portando a conoscenza lo stato attuale della ricerca che si basa su due filoni fondamentali : le terapie biologiche e le sperimentazioni su cavie e topi. La terapia biologica e' , per il momento, usata negli USA per i pazienti affetti da psoriasi; è una cura piuttosto lunga e molto costosa. Gli esperimenti che vengono fatti sulle cavie cercano di individuare il gene il cui errato funzionamento porta lo scatenarsi della patologia.
Per informare, promuore, sensibilizzare e sostenere, quindi, la ricerca scientifica si invita a contattare l'associazione A.N.A.A. ai seguenti recapiti:
Tel: 010.809111 - 045.8232655 Email:
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Sito web: http://www.anaa.it
o associarsi direttamente compilando il modulo di C/C postale n° 40503898 intestato ad A.N.A.A. onlus - Via Friuli, n.4 - 56124 Pisa
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